Qualsiasi Cardinale Elettore ha il diritto di richiedere che lo scandalo del “Team Bergoglio” venga chiarito

Cardinal Jorge Mario Bergoglio takes the vow of secrecy at opening of the 2013 Conclave (BBC, screenshote by From Rome blog, cropped)

il Cardinale Jorge Mario Bergoglio emette il voto di segretezza alla apertura del Conclave, Marzo 12, 2014 (BBC, screenshot: From Rome blog, cropped)

L’UDG 5 e il Canone 1530

Traduzione italiana di Sig. Antonio Marcantonio: fonte inglese originale, qui.

Roma, 17 gennaio 2015: Dal momento in cui si sono diffuse le rivelazioni a proposito della campagna organizzata da otto Cardinali per favorire l’elezione del Cardinal Bergoglio al Conclave del 2013 – in cui quest’ultimo è stato eletto come Papa Francesco – si è aperta una controversia pubblica accompagnata da seri dubbi circa la validità dell’elezione. Nella norma papale che regola l’elezione di un pontefice, la Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, mancano infatti i termini specifici che avrebbero impedito che i fatti dovessero essere interpretati in base alle norme generali del Codice di Diritto Canonico, in modo particolare ai Canoni 171 e 1329.

Nel paragrafo 81 della Universi Dominici Gregis (che abbrevieremo con la sigla UDG), il reato della promessa di voti è sanzionato con la scomunica automatica, in modo tale che un Cardinale Elettore viene scomunicato nell’atto stesso di promettere un voto. In base al Canone 1329, la scomunica automatica si estende alla persona che richiede la promessa del voto, anche se si tratta di un Cardinale Elettore. In base ai termini del primo paragrafo del Canone 171, i voti degli elettori scomunicati, anche quando si tratta di Cardinali in un conclave, non possono essere contati come voti a favore del candidato che essi menzionano sulla scheda; inoltre, in base al secondo paragrafo dello stesso Canone, se i voti degli elettori scomunicati sono conteggiati tra quelli a favore del candidato, in modo tale da fargli raggiungere il numero di voti necessario per la vittoria, quest’ultima viene annullata a tutti gli effetti in conformità con le norme sull’elezione.

La facti species, ovvero l’apparenza dei fatti narrati nel libro del Dr. Ivereigh, Il Grande Riformatore: Francesco e la creazione di un Papa radicale (traduzione italiana del nostro sommario, qui), parla dunque a favore dell’invalidità dell’elezione di Papa Francesco, ossia del fatto che egli non abbia ottenuto il suo ufficio con mezzi leciti, legali o legittimi. Ciò implicherebbe che non solo i Cattolici si possono dissociare dalla comunione con lui, ma hanno anche l’obbligo morale di farlo se non vogliono incorrere nel peccato mortale.

Le accuse, attendibili, concernono quindi un autentico scandalo.

L’UDG 5 offre una semplice soluzione allo scandalo del “Team Bergoglio”

Grazie a Dio, Papa Giovanni Paolo II ha provveduto, nella sua legge papale sul conclave, una facile soluzione di cui qualsiasi Cardinale si può servire: tale soluzione risiede nei termini sanciti dal quinto paragrafo della legge papale, l’UDG 5, il cui testo ufficiale in latino recita:

  1. Si quae autem dubia exoriantur de sensu praescriptionum, quae hac Nostra Constitutione continentur, aut circa rationem qua ad usum deduci eae debeant, edicimus ac decernimus penes Cardinalium Collegium esse potestatem de his ferendi sententiam; propterea, eidem Cardinalium Collegio facultatem tribuimus interpretandi locos dubios vel in controversiam vocatos, statuentes, ut, si de eiusmodi vel similibus quaestionibus deliberati oporteat, excepto ipso electionis actu, satis sit maiorem congregatorum Cardinalium partem in eandem sententiam convenire.

La nostra traduzione non ufficiale in italiano è la seguente:

  1. Inoltre, se dovesse sorgere uno di questi dubbi a proposito delle prescrizioni contenute in questa Nostra Costituzione, o a proposito del criterio secondo cui esse devono essere messe in pratica, Noi dichiariamo e giudichiamo che il potere di emettere un giudizio su di essi spetta al Collegio dei Cardinali; conferiamo inoltre al Collegio dei Cardinali la facoltà di interpretare i passi dubbi e/o contestati, in modo tale che quando esso emette sentenze su questioni di questo tipo e/o similari – eccetto il caso specifico dellelezione – sia sufficiente che la maggioranza dei Cardinali riuniti si trovino d’accordo sulla stessa opinione.

In questo paragrafo, Papa Giovanni Paolo II chiarisce vari punti: in primo luogo, il Sacro Collegio ha autorità e giurisdizione su questioni riguardanti il significato dei singoli paragrafi e sul metodo da usarsi per applicarli; in secondo luogo, il Papa stabilisce che siano i Cardinali che devono deliberare in merito a ciò, che bisogna procedere a una votazione e che le decisioni devono essere prese dalla maggioranza dei Cardinali Elettori riuniti.

In altre parole, dunque, la legge papale stabilisce nell’UDG 5 che i Cardinali Elettori riuniti sono i giudici dei casi che possono sorgere a proposito della legge papale stessa. L’unica materia su cui non si possono pronunciare è l’atto stesso dell’elezione,: ossia, non possono giudicare se l’atto abbia avuto luogo o no, bensì possono solamente valutare se si è aderito debitamente ai termini della legge papale e se questi siano stati seguiti. Già nel paragrafo 4 l’UDG stabilisce che ogni inadempimento dei termini rende le elezioni nulle e non valide: non v’è quindi bisogno che i Cardinali giudichino la validità dell’atto stesso.

È pertanto sufficiente che i Cardinali si riuniscano, deliberino in merito al caso dello scandalo del “Team Bergoglio” e lo dirimano. Potranno dibattere sulla veridicità delle accuse e investigare sui fatti chiedendo ai testimoni oculari se l’UDG 81 sia stato violato tramite un accordo sui voti perpetrato dai sostenitori del Cardinal Bergoglio.

Il Canone 1530 garantisce il diritto di indagare sulle accuse

Il Canone 1530 garantisce il diritto di ogni Cardinale e ognuno con interesse, come ogni clerico o laico della Chiesa di Roma, a esigere che si indaghi in un concistoro sulle accuse relative allo scandalo del “Team Bergoglio”. Garantisce infatti al giudice di ogni contenzioso il diritto e il dovere di indagare sui fatti relativi alle controversie e di dirimerle, su richiesta di una qualsiasi delle parti in causa. Il testo del Canone recita:

Can. 1530 — Iudex ad veritatem aptius eruendam partes interrogare semper potest, immo debet, ad instantiam partis vel ad probandum factum quod publice interest extra dubium poni.

La nostra traduzione non ufficiale in italiano è la seguente:

Canone 1530 — Il giudice può – e ancor più, deve – sempre interrogare le parti per scoprire la verità in modo più efficace, quando una delle parti lo solleciti e/o per provare un fatto di pubblico interesse e sciogliere ogni dubbio su di esso.

In questo caso sarebbe l’intero Collegio dei Cardinali Elettori a ricoprire il ruolo di giudice, mentre ogni singolo Cardinale Elettore – insieme a quelli accusati di accordare i voti – può ricoprire il ruolo di parte in causa. Ogni singolo Cardinale può quindi esigere che il Sacro Collegio indaghi sulle accuse. Ciò è possibile solo se si interroga ogni singolo Cardinale di fronte agli altri. Si può fare ogni tipo di domanda. Il Canone 1531 esige che la persona interrogata dica la verità. I Cardinali eserciterebbero in tal modo tutto ciò che è prescritto sui contenziosi nell’edizione del 1983 del Codice di Diritto Canonico (cfr. Canone 1501 e seguenti).

La soluzione è semplice. La questione del “Team Bergoglio” può essere risolta facilmente. Perché dunque non si apre alcun contenzioso? E perché i sostenitori del “Team Bergoglio” si scagliano così violentemente contro l’ipotesi di un’indagine?

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Every Single Cardinal-Elector has right to demand resolution of “Team Bergoglio” scandal

UDG 5 and Canon 1530

The College of Cardinal-Electors convenes for the 2014 Conclave

The College of Cardinal-Electors convenes for the 2014 Conclave

Rome, January 17, 2015:  Ever since the revelation of an organized campaign by 8 Cardinals to promote the election of Cardinal Bergoglio in the 2013 Conclave, which elected him as Pope Francis, there has been a grave public controversy and doubt as to the validity of his election.  This is because the current papal law on elections, the Apostolic Constitution, Universi Dominici Gregis, lacked the specific term which would have exempted it from being interpreted according to the general norms of Canon Law: specifically from canons 171 and 1329.

In paragraph 81 of Universi Dominic Gregis (here after UDG), the crime of vote-promising is penalized with automatic excommunication, such that in the very act of promising a vote, a Cardinal elector is excommunicated.  On account of canon 1329, that automatic excommunication is extended to the one asking for the vote promise, even if the one asking is also a Cardinal elector.  On account of the terms of canon 171 §1, the votes of excommunicated electors, even Cardinals in a conclave, cannot be counted in favor of the candidate they name; and on account of canon 171 §2, if they are counted among the number in favor of the candidate in such wise that they cause that number to be sufficient for victory, according to the norms of the election, the election is nullified in all its effects.

Thus the fattispecies, or appearance of facts, in the narrative of Dr. Ivereigh’s book, The Great Reformer: Francis and the Making of a Radical Pope, argue for the invalidity of the election of Pope Francis, that is, that Pope Francis did not obtain his office by a legal, lawful, or legitimate means.  That would mean that Catholics not only could legitimately break off communion with him, but would be morally obliged to do so, under pain of mortal sin.

Thus, the probity of the allegations regard a true scandal.

UDG 5 gives a simple solution to the “Team Bergoglio” scandal

Thankfully, Pope John Paul II provided in his papal law on conclaves an easy solution, which any single Cardinal can take advantage of: the terms stated in the 5th paragraph of that law, UDG 5, the official Latin text of which is:

5. Si quae autem dubia exoriantur de sensu praescriptionum, quae hac Nostra Constitutione continentur, aut circa rationem qua ad usum deduci eae debeant, edicimus ac decernimus penes Cardinalium Collegium esse potestatem de his ferendi sententiam; propterea, eidem Cardinalium Collegio facultatem tribuimus interpretandi locos dubios vel in controversiam vocatos, statuentes, ut, si de eiusmodi vel similibus quaestionibus deliberati oporteat, excepto ipso electionis actu, satis sit maiorem congregatorum Cardinalium partem in eandem sententiam convenire.

Our unofficial English translation of which is:

5. Moreover, if which doubts rise up concerning the sense of the prescriptions, which are contained in this Our Constitution, or about the reckoning by which they should be put into practice, We decree and judge that the power to make judgement concerning these is within the College of Cardinals; moreover, We grant to the College of Cardinals the faculty of interpreting doubtful passages and/or those called into controversy, so that, if having deliberated concerning questions of this kind and/or the similar, excepting the very act of the election itself, it be sufficient that the greater part of the Cardinals gathered together agree upon the same sentence.

Cardinal Jorge Mario Bergoglio takes the vow of secrecy at opening of the 2013 Conclave (BBC, screenshote by From Rome blog, cropped)

Cardinal Jorge Mario Bergoglio takes the vow of secrecy at opening of the 2013 Conclave (BBC, screenshot by From Rome blog, cropped)

In this paragraph, Pope John Paul II establishes several specific things.  The first of which is the authority and jurisdiction of the Sacred College over questions regarding the meaning of the individual paragraphs and about the method to be used to put them into practice; second, about the interpretation of doubtful paragraphs and those about which a dispute arises.  Third, he establishes that the Cardinals are to deliberate about these, and that a vote is to be taken, and that the decisions are to be arrived at by a majority of the assembled Cardinal electors.

In other words, then, the papal law in UDG 5 establishes the Cardinal Electors, gathered together, to be the judge of cases which arise regarding the papal law itself. The only matter excluded, is that they cannot judge the very act of the election, that is, they cannot judge whether the act took place or not, only if the terms of the papal law were properly adhered to or followed.  The papal law, in UDG 4 already establishes that any non-compliance with it terms renders the election null and void, so, thus, there is no need for the Cardinals to decide upon the validity of the act itself.

Thus, it is sufficient that the Cardinals gather together, deliberate the matter of the “Team Bergoglio” scandal, and decide the case.  They would discuss whether the allegations are true and investigate them by asking the eye-witnesses, one another, whether UDG 81 was violated by vote-canvassing conducted by the supporters of Cardinal Bergoglio.

Canon 1530 guarantees the right to investigate charges

Canon 1530 guarantees the right of every Cardinal to have the allegations regarding the “Team Bergoglio” scandal investigated in Consistory.  This is because it grants to the judge of every contentious trial, the right and duty to investigate the facts of the controversy and rule upon them, at the request of any party to the case.  The text of that canon reads:

Can. 1530 — Iudex ad veritatem aptius eruendam partes interrogare semper potest, immo debet, ad instantiam partis vel ad probandum factum quod publice interest extra dubium poni.

Our unofficial English translation of which is:

Canon 1530 — The judge can always interrogate the parties to draw the truth out more aptly, nay he ought, at the insistence of a party and/or to prove a fact which is of public interest, to put it outside of doubt.

The judge in this case would be the entire College of Cardinal Electors, the parties in the case would be any single and all the Cardinal Electors and those accused of canvassing votes.  Thus any single Cardinal could demand the Sacred College to investigate the charges.  This would be done by interrogating collectively each individual Cardinal.  The kind of questions, that could be asked, are any whatsoever.  Canon 1531 requires that all questioned answer truthfully. The Cardinals could do whatever is proscribed for contentious trials in the 1983 Code of Canon Law (cf. canons 1501 ff.).

The solution is simple. The matter of “Team Bergoglio” can easily be resolved.  Why then is there any controversy at all? or Why do the supporters of “Team Bergoglio” argue so angrily against an investigation?